Rovereto
Uno scrigno d’arte nel cuore di Rovereto
L’edificio è ricco di stucchi, tappezzerie d’epoca, arredi originali e opere d’arte, tra le quali spiccano sette grandi tele dipinte da Gasparantonio Baroni Cavalcabò (1682-1759) e quattro splendidi dipinti parietali realizzati da Giovanni di Dio Galvagni (1763-1819).
I pregevoli stucchi e cicli pittorici, testimoniano l’amore per l’arte e l’elevato livello culturale della committenza, elementi chiave di un periodo di vivacità intellettuale e floridità economica di Rovereto.
Dal punto di vista edilizio e architettonico, il nucleo più antico, a pianta rettangolare di 4 piani, racchiude al suo interno tutti gli ambienti di rappresentanza su circa 2.000 mq.
Il complesso architettonico è completato dalla loggia per il ricovero delle carrozze, dalle scuderie e dal giardino monumentale ottocentesco con specie botaniche ornamentali, separato da via S. Maria da una siepe di ligustro ed una cancellata in ghisa dal raffinato disegno elaborato dall’architetto Tamanini (1870).